KOSOVO: COMUNITÀ DI S. EGIDIO, “TREGUA E NEGOZIATO PER FERMARE SUBITO LA GUERRA”

L’uccisione del vicepresidente della Lega Democratica del Kosovo, prof. Fehmi Agani, una “figura-chiave del negoziato” per uscire dalla crisi del Kosovo, “aggiunge dolore e sconcerto alle preoccupazioni gravissime per l’area acuite dalle operazioni belliche in atto”. E’ quanto si legge in una nota della Comunità di S. Egidio, che ricorda che “Fehmi Agani era un uomo capace di contatti con tutte le parti albanesi, prezioso per eventuali future attese”. Se la fucilazione di questo anziano politico kosovaro sarà confermata, per la Comunità sarà “un’ulteriore prova dell’insostenibilità della situazione nella regione”. “L’enorme dispiegamento di mezzi di pressione e la dirompente forza militare impiegata – si legge ancora nella nota – non sono sembrati una soluzione, mentre è forte il timore che nuova violenza allarghi i fossati di odio e possa portare a un aumento delle sofferenze in tutta la regione”. Gli attacchi Nato e “il precipitare della crisi dal terreno del negoziato a quello della pressione armata”, osserva S. Egidio, “assieme alle dolorose conseguenze per la popolazione civile serva, hanno reso impossibile ogni protezione della popolazione albanese in Kosovo, prima garantita in qualche modo dalla presenza delle Ong, dell’Osce e dei giornalisti internazionali. Le migrazioni forzate o legate alla paura di grandi masse di kosovari stanno a testimoniarlo, mentre incerta è la condizione del leader albanese Rugova, di cui non si hanno notizie e tragiche sono quelle su Agani, eliminato in maniera barbara”. L’ecalation della violenza, secondo S. Egidio, “non è inevitabile e va evitata”. Di qui la richiesta di “una tregua immediata per la Pasqua, che quest’anno cattolici e ortodossi celebrano il 4 e l’11 aprile, e l’apertura di un nuovo negoziato”. Domani, intanto, la Comunità di S. Egidio organizza a Roma una veglia per la pace, che si svolgerà nella Basilica di S. Maria in Trastevere alle 20.30.