“Ci piace il nostro lavoro, non vogliamo rinunciarci”. E’ stata questa, secondo Giulia Paola Di Nicola, condirettrice della rivista “Prospettiva persona”, la “molla” che ha fatto scattare la “solidarietà tra donne” a Riesi, un paese in provincia di Caltanissetta, dove 32 donne dipendenti di un’azienda tessile, tutte tra i 20 e i 27 anni, hanno deciso di “scaglionare” le loro maternità per non danneggiare gli interessi dell’azienda e salvaguardare il lodo diritto all’occupazione. “Questo episodio inedito dimostra – commenta la sociologa – che il posto di lavoro è importante per le donne, per la loro realizzazione personale. Di qui la solidarietà femminile; un segnale molto importante, in un mondo come quello del lavoro, caratterizzato dal prevalere della competitività, dei conflitti, del ‘modello maschile’…”. Anche se l’iniziativa delle operaie di Riesi “è rischiosa, perché non sempre i figli si possono programmare”, per Di Nicola “potrebbe essere un segnale da raccogliere, per i datori di lavoro, che dovrebbero rendersi conto che la solidarietà va a tutto vantaggio dell’ ‘ottimizzazione’ della qualità dell’azienda. Per un’azienda, in altre parole, è ‘produttivo’, se si crea un gruppo di lavoro dove c’è una ‘sintonia’ anche sul piano umano”. Iniziative come quelle di Riesi, conclude la sociologa, “sono uno stimolo a inventare, con questo metodo, forme di maggiore flessibilità che facilitino l’ingresso delle donne nel mondo del lavoro”.