KOSOVO: SAULLE, “UNA GUERRA INUTILE”

“Per il Kosovo non c’è stata nessuna risoluzione del Consiglio di sicurezza. La Nato non ha quindi seguito le procedure stabilite dalla Carta delle Nazioni Unite”. E’ quanto rileva Maria Rita Saulle, docente di diritto internazionale all’Università di Roma “La Sapienza”, facendo il punto sulla crisi che la guerra in Kosovo sta provocando nelle relazioni internazionali. “Il Patto Atlantico – aggiunge la docente – si ricollega strettamente alla Carta dell’Onu prevedendo l’uso della forza soltanto nel caso di aggressione nei confronti di uno degli Stati membri della Nato. In questo caso non abbiamo avuto un’aggressione di uno degli Stati membri ma si è scelto l’uso della forza per contrastare azioni interne di repressioni gravissime. A mio modo di vedere un blocco di qualunque tipo di aiuti e un isolamento totale della Serbia sarebbero state misure più significative e producenti di quanto non sia questa azione militare”. Per Saulle questa anomalia nell’intervento della Nato “è estremamente pericolosa: significa esautorare le Nazioni Unite”. Ma quali prospettive si aprono ora alla crisi? “Le uniche vie – risponde Saulle – come sempre sono quelle negoziali, tanto più che questa guerra non cambierà niente perché dovrà portare comunque Milosevic alla trattativa”. La docente aggiunge: “Se oggi si vuole portare Milosevic ad un tavolo negoziale senza spargimenti di sangue, bisogna riprendere in mano la trattativa al di fuori dello stesso Milosevic, con tutti gli Stati cioè che apertamente e non apertamente lo sostengono e attraverso di loro cercare di convincere il presidente serbo a riprendere il confronto dal principio”.