ABORTO: FIORI (CATTOLICA) SU MODIFICHE LEGGE 194

E’ in corso oggi a Roma, al Policlino Gemelli dell’Università Cattolica, un seminario neonatologico sul tema “L’incompatibilità alla vita. L’irriversibilità della malattia”, nel quale si affronta il tema delle nuove conquiste scientifiche per la sopravvivenza dei bambini già a 160 giorni dal concepimento. “Oggi è possibile mantenere in vita bambini che nascono alla 23a settimana – spiega Angelo Fiori, direttore dell’Istituto di medicina legale della Cattolica -. Questa è la notizia, che il pubblico ancora non sapeva, ma già da tempo era un dato acquisito nelle università e negli ospedali. Questi dati, diffusi nei giorni scorsi, hanno fatto scalpore perché molti hanno proposto di rifare la legge 194”. “Che la legge sia da rifare è vero, ma per altri motivi – precisa Fiori -. Il terzo comma dell’articolo 7 della legge dice infatti chiaramente che quando il feto può sopravvivere non si può interrompere la gravidanza se non quando c’è rischio per la vita della madre. In questi casi si può anticipare la fine della gravidanza però bisogna fare di tutto perché il feto sopravviva”. Siccome questo è possibile dalla 23a settimana, sottolinea Fiori, “non serve cambiare quella parte della legge ma applicarla in maniera adeguata alle conoscenze e alle possibilità di oggi, che non sono quelle di 20 anni fa. Prima questa soglia si calcolava a circa 180 giorni di gravidanza, oggi si scende a 160: in questo modo si restringe lo spazio di disponibilità per l’aborto. Nella normativa, dopo il 90° giorno, si precisano delle condizioni ma non delle date. La revisione della legge si chiede per altri motivi”.