La Chiesa, ha osservato il vescovo, ha avviato “una nuova mediazione culturale” tesa ad “evitare che il nuovo nasca in modo selvaggio, senza tenere conto di regole che rispettino i valori umani”. Senza rispetto dei valori etici, ha aggiunto Alberti, “il mondo del lavoro rischia di aver come unico punto di riferimento le tecniche volte ad ottenere il massimo profitto, con il rischio di dare vita ad un sistema di rapporti in cui a pagare sono le persone e i gruppi sociali più deboli”. ” “Per i credenti, ha ricordato, “il mondo del lavoro non è il luogo in cui, con il pretesto della libera concorrenza, trovano cittadinanza gli egoismi dei singoli gruppi” ma “uno spazio in cui l’uomo esplica la sua capacità” di “portare a compimento la creazione”. Mons. Alberti ha concluso invitando le parrocchie della Sardegna a “farsi compagne di viaggio con i disoccupati, particolarmente con i più colpiti, i giovani”.” “