ANGOLA: MONS. A. CAHANGO, “AIUTATE IL MIO PAESE”

“Tutti quelli che amano la pace e l’Angola non devono perdere la volontà di aiutare il mio paese perché diminuiscano le sofferenze del popolo”. E’ l’appello che mons. Anastacio Cahango, vescovo ausiliare di Luanda (Angola) ha lanciato all’agenzia internazionale “Fides” in seguito alla partenza dal Paese del rappresentante delle Nazioni Unite, Issa Diallo. Il ritiro delle forze Onu ha decretato il fallimento della missione volta a porre fine al conflitto tra le truppe governative e i ribelli dell’Unita (Unione nazionale per l’indipendenza dell’Agola). “Dopo il fallimento degli accordi di Lusaka e l’annunciato ritiro delle truppe dell’Onu che erano state schierate in seguito all’accordo – dice il vescovo – siamo come un areo che non sa dove atterrare. Avevamo speranza che con l’Onu qualcosa fosse possibile; se hanno fallito loro, non sappiano da dove ci possa venire la pace. Ora non c’è nessun tentativo di pacificazione in atto: la parola è solo alle armi. Noi, come cristiani, continuiamo ad avere fiducia che Dio ci aiuterà”. Mons. Cahanga ricorda in particolare le conseguenze che la ripresa del conflitto sta avendo sul popolo. “La gente – racconta – scappa dalle zone di conflitto e cerca sicurezza, ma non c’è nessun posto veramente sicuro finché dura la guerra”. Solo negli ultimi mesi sono arrivati nella capitale almeno 300 mila profughi. “Luanda – aggiunge il vescovo – aveva già tanti problemi: approvvigionamento alimentare, mancanza d’acqua, pochi centri medici e poche scuole che funzionano male. L’aumento della popolazione nella capitale costringe a dividere ancora quel poco che si ha e così il disagio aumenta”. Anche la Chiesa, dice mons. Cahanga, si trova in difficoltà: “le parrocchie non bastano più e gli addetti alle missioni, sia angolani che stranieri, non sono più sufficienti”.