CARD. RUINI (CEI): PER I RAGAZZI: “NON SOLO SACRAMENTI MA PROPOSTE DI VITA”

Come proporre ai bambini l’esperienza cristiana? Su questo interrogativo si sofferma il cardinale Camillo Ruini, presidente della Cei, nella prolusione al Consiglio episcopale permanente, che si è aperto oggi a Roma, notando che nella situazione attuale “non è più possibile presupporre che, di solito e in linea generale, i bambini, anche battezzati, ricevano dalle proprie famiglie e nei loro consueti ambiti di vita, una vera formazione cristiana”. I motivi sono diversi: “I processi di secolarizzazione, l’affermarsi di una soggettività dai tratti spesso esclusivi che conduce alla progressiva soggettivizzazione della fede”, ma anche “la spinta verso un’autonomia morale che tende ad alterare radicalmente, in molti ambiti, i valori di riferimento e i comportamenti effettivi”. A questi si aggiungono fattori interni alla comunità ecclesiale, come “la diminuzione e l’invecchiamento del clero e dei religiosi”, “cause di ordine strutturale” e “incertezze o abdicazioni di fronte alla propria missione educativa e formativa”. Se “l’aspetto più strettamente sacramentale resta certo fondante e decisivo”, ad avviso del cardinale Ruini esso “non può essere lasciato solo”. L’indicazione consiste allora nel “tenere strettamente unite tra loro la dimensione catechistica – che oggi dovrà essere sempre più anche annuncio e proposta della fede e dei motivi che rendono plausibile e ragionevole la scelta della fede – quella liturgico-sacramentale e quella di una prassi di vita orientata e plasmata dalla carità”. Per tutti i fedeli sono necessari itinerari di formazione permanente e la valorizzazione dell'”impegno attivo dei laici”. Inoltre, osserva il card. Ruini, “la formazione stessa deve comprendere in sé fin dall’inizio la coscienza e la tensione missionaria” affinché la missionarietà non risulti “un impegno aggiuntivo” ed “estrinseco al proprio essere cristiani”.