LA VISITA DEL PRESIDENTE KHATAMI: DON CODA, UN PASSO AVANTI NEL DIALOGO CON L’ISLAM

“Non ridurrei la visita del presidente iraniano solo al fatto economico, che pure non è stato secondario”, afferma il teologo don Piero Coda, commentando l’arrivo di Khatami in Italia. Don Coda è stato il primo teologo cattolico ad essere invitato a tenere un ciclo di lezioni all’Università teologica islamica di Qom, la città santa dell’Iran. “Nella visita del presidente iraniano – afferma – vedo un evento di portata storica per le relazioni tra l’Iran e l’Occidente, l’Europa in particolare. A vent’anni dalla rivoluzione khomeinista, l’Iran sente la necessità di entrare in rapporto con altre identità, non solo da un punto di vista economico, ma anche sociale, culturale e persino religioso. L’Iran aspira alla costruzione di una società in cui vengano impegnate, nella loro distinzione, le varie forze che hanno da offrire un’anima e dei valori etici all’umanità del nostro tempo”.” “Quanto alle violazioni dei diritti umani in Iran, Coda rileva: “Non conosco l’entità delle violazioni dei diritti umani perpetrate in Iran. Certamente, vedendo l’impostazione teocratica della vita civile iraniana, è sempre incombente il pericolo della violazione dei diritti umani, soprattutto da parte di una minoranza più fondamentalista. Tuttavia ritengo che queste violazioni siano state più massicce agli inizi del nuovo regime. Oggi sono convinto che la prospettiva del presidente Khatami e di buona parte dell’establishment religioso e culturale iraniano si apra ad un intento chiaramente revisionista. E ho potuto constatare di persona come la grande maggioranza della popolazione e del Paese si riconosca in questo atteggiamento di apertura e di dialogo, pur prudente e fedele alla propria identità”. (segue)” “