“La nostra legge sulla privacy – prosegue il Garante – esplicitamente si applica anche alle persone decedute. Ma, in questo caso, oltre ad una violazione del diritto alla riservatezza della ragazza uccisa a Gravina e della sua famiglia, rilevo un’ancor più grave violazione del dovere di segretezza da parte dei pubblici ufficiali”. Ad avviso di De Siervo, “anche i giornalisti sono chiamati a rispettare delle norme deontologiche che impongono loro di rispettare la dignità delle persone, vive o defunte. Tuttavia, non basta sanzionare ‘a valle’ chi pubblica certe notizie, se non si interviene ‘a monte’ su chi le divulga”.” “”Dobbiamo far funzionare – conclude De Siervo – tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione: le notizie coperte da segreto non devono essere diffuse, il codice deontologico dei giornalisti va rispettato, la legge sulla privacy va applicata. Ma, più in generale, è necessario promuovere un vero e proprio mutamento di costume. E quest’ultimo, grave episodio, ci rivela quanto sia urgente questo cambiamento. E’ necessario che l’intera società, gli organi professionali, gli organi giudiziari, i pubblici ufficiali facciano tutti la propria parte affinché la dignità della persona sia rispettata in ogni situazione”.” “