I settimanali delle diocesi di Alba, Acqui e Mondovì chiedono alla presidenza del consiglio dei ministri la nomina di un “commissario ad acta” per risolvere la vicenda dello stabilimento chimico dell’Acna in Valbormida. Giuseppe Soro, direttore della “Gazzetta d’Alba”, Corrado Avagnina, direttore de “L’unione monregalese” (Mondovì) e Mario Piroddi, direttore de “L’ancora” (Acqui), pubblicano un editoriale a firma congiunta. “Mentre sembra giungere a una svolta definitiva – scrivono i direttori dei settimanali diocesani – la vicenda legata allo stabilimento chimico cengese (per la messa in liquidazione dell’Organic chemical, società produttiva nel sito Acna, con 230 dipendenti e con almeno altrettanti impegnati all’esterno nell’indotto nelle condizioni di rischiare il posto), non si può restare a rimorchio degli eventi, rimarcando unicamente le vecchie spaccature su due fronti contrapposti. Già troppo sono stati ‘inquinati gli animi’, come ebbero a dire a più riprese i nostri vescovi insieme nel recente passato. La duplice emergenza imperniata sull’aspetto ambientale e su quello occupazionale è nodo drammatico al pettine”. Perciò, proseguono i tre direttori, “senza voler invadere il campo di nessuno, a noi pare che in questo frangente la proposta del ministro dell’ambiente per la nomina, da parte della presidenza del consiglio dei ministri, di un ‘commissario ad acta’ con il compito specifico di bonificare il sito sia da perseguire con lucidità. Si potrebbe, pur nella gravità della situazione, dare una risposta parziale all’attuale emergenza occupazionale: le maestranze, lasciate libere dalle lavorazioni di Organic chemical, nell’arco di cinque anni potrebbero spendere le loro professionalità e, per i più anziani, maturare la pensione, operando per un risanamento complessivo, quale premessa per un diversificato utilizzo industriale (oggi difficilmente praticabile, perché l’area è troppo compromessa)”. Ma, concludono, “la carta del ‘commissario ad acta’ va giocata con grande senso di responsabilità, puntando su una figura indiscutibilmente autorevole”, con “marcata sensibilità sociale”.