Qual è l’Europa desiderata dalle donne? E’ questo l’interrogativo che si pone il Coordinamento nazionale delle donne delle Acli (Associazioni cristiane lavoratori italiani) in un documento diffuso in vista dell’8 marzo. “C’è l’Europa politica, quella dell’euro, della mobilità dei lavoratori e del mercato comune – si legge nel documento -. E poi c’è l’Europa delle guerre, degli stupri etnici, dei profughi, degli sbarchi clandestini di armi e di persone”. Ma oggi, “con il nostro lavoro quotidiano – ricordano le donne delle Acli – noi donne consentiamo a questa Europa la possibilità di fare le grandi scelte di politica economica, che comportano la riduzione delle spese sociali, sanitarie, scolastiche, assistenziali”.” “Sono infatti le donne che continuano “a tessere legami sociali nella famiglia, tra le famiglie, nelle associazioni e nella comunità, a lottare contro le nuove povertà e a valorizzare il lavoro di cura nella famiglia perché non divenga oggetto di baratto per smantellare lo Stato sociale”. Per questo l’obiettivo richiamato dalle donne delle Acli “resta I’Europa casa-comunità nella quale abitare e riprendere i fili stracciati di una politica oggi purtroppo caratterizzata dai personalismi, dalle inutili crociate, dagli schieramenti opportunistici di breve respiro”. Allo stato attuale, precisano, “più che una ‘casa-comunità'” l’Europa è un “condominio rissoso” che “nonostante l’urgenza della sfida europea, non riesce ad affrontare come dovrebbe i veri problemi dei cittadini. Noi donne – conclude il documento – non saremo più le ‘vestali’ di una politica rissosa. Vogliamo un dibattito forte nei contenuti, pacato nei toni, il silenzio operoso che si accompagna alle grandi imprese creative”.” “