SCUOLA: FIORIN, IL NUOVO CONTRATTO “PRIMO PASSO DI UN LUNGO CAMMINO”

E’ una valutazione positiva “con luci ed ombre” quella espressa da Italo Fiorin, ispettore del Ministero della Pubblica istruzione e membro dell’Osservatorio nazionale sull’infanzia e l’adolescenza, riguardo al nuovo contratto della scuola. Ne parla in un’intervista che verrà pubblicata nel prossimo numero del Sir. “E’ giusto andare in questa direzione – precisa Fiorin – però deve essere il primo passo, ancora breve, di un lungo cammino. Bisogna riconoscere in maniera stabile la funzione strategica della scuola e non farne soltanto occasione di interesse. Questo contratto va assolutamente visto nel quadro di una riforma della scuola”. A suo avviso è comunque “una buona cosa il fatto che si sia arrivati ad un consenso. E’ il segnale di una svolta nel modo di intendere l’insegnamento, è il riconoscimento di una professionalità. In questo modo l’insegnante può avere uno sviluppo di carriera senza cambiare professione”. ” “Un aspetto importante del contratto, secondo Fiorin, è l’attenzione alle aree disagiate: “Si riconosce alla scuola una funzione sociale molto forte e si premiano gli insegnanti che scelgono di rimanere ‘in trincea’”, anche se, ricorda, “bisogna puntare soprattutto all’integrazione, in modo che la scuola, insieme agli altri soggetti istituzionali e del privato sociale, trovi forme di accordo, di programma e di progettazione integrata. Non si può caricare sulla scuola il disagio sociale ma la scuola non può tirarsene fuori”. Dal punto di vista economico, Fiorin esprime invece incertezza: “E’ vero che c’è stato uno sforzo e questo va riconosciuto però se si guarda alla posizione degli insegnanti italiani, questa rimane sempre molto bassa rispetto al resto d’Europa. Anche perché i 6 milioni per la professionalità verranno dati a partire dal 2001”. Un aspetto problematico riguarda anche il riconoscimento, “pur giusto”, a chi svolge compiti aggiuntivi nella scuola, che consistono nell’affiancare il preside in incarichi gestionali. “L’idea è buona – afferma Fiorin – però bisognerà stare attenti affinché questo non porti ad una conflittualità e a meccanismi di competizione: la scuola deve mantenere il carattere di una comunità”. ” “