All’indomani della promulgazione della bolla di indizione del Giubileo del 2000, “Incarnationis mysterium”, il pastore valdese Salvatore Ricciardi, delegato fraterno dell’Alleanza riformata mondiale (Arm) nella Commissione ecumenica del Comitato centrale del Giubileo, aveva scritto una lettera aperta a mons. Eleuterio Fortino, vicepresidente della Commissione, in cui affermava di sentirsi “addolorato e ferito perché. l’impianto della bolla rimane ancorato a una visione della problematica ‘remissione delle colpe-condono della pena’ che non pare neppure sfiorata dagli eventi che hanno scosso la cristianità nel XVI secolo”. Nella stessa lettera, il pastore Ricciardi esprimeva la speranza che si potesse almeno “inserire in qualche modo, in un documento del Comitato centrale, una nota in cui si spieghi come l’anno giubilare, pur essendo un momento di particolare rilievo nella vita della Chiesa cattolica, non è un fatto che di per sé possa risolvere i problemi ecumenici aperti, ivi compreso il nostro, sui quali occorrerà riprendere e proseguire il confronto”. ” “Alla lettera aperta di Ricciardi ha risposto, il 4 febbraio, il presidente stesso della Commissione ecumenica (nonché presidente del Pontificio consiglio per l’unità dei cristiani), cardinale Edward Idris Cassidy, resa nota dalla agenzia stampa “Nev” della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia. Dopo aver rilevato che, nell’ambito degli organismi preposti alla preparazione del Giubileo, si sia cercato “con sincerità e rispetto reciproco di mettere in rilievo gli aspetti ancora aperti di un problema che ancora complica le relazioni fra la Chiesa cattolica e gli altri cristiani”, Cassidy afferma che la bolla “è incentrata non certo sulle indulgenze, ma sull’elemento essenziale del Giubileo e cioè la conversione del cuore”. Sulla questione delle indulgenze il dialogo ecumenico va approfondito, ma per il cardinale “il Giubileo non può e non sarebbe in grado di risolvere le questioni ancora aperte… Le celebrazioni dei duemila anni della nascita di Cristo possono essere l’occasione per rinnovare il nostro comune impegno a fare insieme la sua volontà”.” “