MONS. BERTONE A REGGIO CALABRIA: “SE TUTTO È FAMIGLIA SIGNIFICA CHE NON C’È PIÙ FAMIGLIA”

“In Italia si sta vivendo un difficile rapporto tra ampie porzioni della popolazione e le norme della Chiesa cattolica in tema di morale familiare”: è quanto ha sottolineato mons. Tarcisio Bertone, segretario della Congregazione della Dottrina della Fede, durante l’incontro a Reggio Calabria in occasione dell’apertura del nuovo anno giudiziario del Tribunale ecclesiastico regionale. Secondo mons. Bertone, infatti, fenomeni che erano “in incubazione” da tempo, quali le libere convivenze e le famiglie “al plurale”, cioè che vanno oltre il concetto constituzionale e anche religioso di famiglia fondata sul patto reciproco fra un uomo e una donna, sono oggi venuti completamente allo scoperto e chiedono il riconoscimento civile e legislativo. Dal punto di vista della Chiesa, ha proseguito l’arcivescovo, occorre ribadire il valore del matrimonio sacramentale, sottolineando anche gli altri valori in gioco sul piano civile, per il rispetto dei diritti dei coniugi e dei figli. “Se tutto è famiglia – ha poi aggiunto – significa che non c’è più famiglia”. Per la comunità cristiana, si è detto durante l’incontro, da questa nuova situazione emerge la richiesta di un maggiore sforzo educativo nei confronti dei giovani, che potrebbero essere le vere vittime di una mentalità sostanzialmente egocentrica che tenta in tutti i modi di svalutare il matrimonio. All’incontro erano presenti anche alcuni vescovi della regioni, tra i quali mons. Antonio Cantisani, presidente della Conferenza episcopale calabra, e il metropolita mons. Vittorio Mondello.