OSSERVATORI DELLE POVERTÀ: MONS.NERVO, “PIÙ LEGAMI CON LA CARITAS PARROCCHIALE”

Secondo mons. Giovanni Nervo, presidente emerito della Fondazione Zancan, il futuro degli osservatori sulle povertà passa attraverso la Caritas parrocchiale. Ne parlerà domani durante la tavola rotonda al convegno sugli osservatori delle povertà in corso in questi giorni a Roma. “C’è effettivamente il rischio che l’osservatorio divenga una sovrastruttura – afferma mons. Nervo – se non si presta grande attenzione alle Caritas parrocchiali, che sono il riferimento naturale degli osservatori. Se infatti le Caritas parrocchiali si diffondono capillarmente possono monitorare in modo costante e con strumenti semplici le povertà del territorio. Così non sarà necessario organizzare rilevazioni apposite e le Caritas potranno svolgere un prezioso lavoro di spola, riportando le realtà di bisogno nel Consiglio parrocchiale, perché sia tutta la comunità parrocchiale a farsene carico. Tutto questo non disgiunto ovviamente da una funzione di stimolo e di controllo nei confronti degli enti locali perché siano attenti ai meno tutelati e facciano su questi temi quanto di loro competenza”. Se gli osservatori delle povertà sono solo 49 in Italia, nel 1998 in 95 diocesi italiane c’erano 3.254 Caritas parrocchiali e 133 Caritas interparrocchiali. Sono quindi 4.009 le parrocchie con una Caritas, su 15.498 parrocchie in tutta Italia (25,86%). Alla tavola rotonda di domani interverranno anche Francesco Belletti, dell’Università Cattolica di Milano, Maurilio Assenza, direttore della Caritas di Noto.