IMMIGRAZIONE: ACLI, “DALLE IDENTITÀ SEPARATE ALLA COMUNITÀ PLURALE”

“La città è il contesto sociale del nostro vivere e da luogo delle comunità separate deve diventare il luogo della comunità plurale”. Lo ha detto Antonio Nanni, responsabile dell’Ufficio studi delle Acli, delineando lo scopo del V Incontro cristiano-musulmano che l’associazione ha promosso a Modena nei giorni 19 e 20 novembre sul tema “Vivere la città: dalle identità separate alla comunità plurale”. All’incontro hanno partecipato rappresentanti delle comunità islamiche in Italia, esperti (italiani ed europei), uomini di Chiesa, teologi e amministratori locali. Sono 422.000 gli stranieri musulmani presenti nel nostro Paese, il 34% del numero totale di immigrati. “Il problema – affermano le Acli – non è il numero (in alcune nazioni dell’Unione Europea, i musulmani sono presenti da tempo e sono più numerosi), ma la condizione di vita e di cittadinanza”. La questione sollevata è quindi relativa alla possibilità d’integrazione dei musulmani nella società europea, in un momento in cui “sempre più spesso si parla di ‘invasione’ e l’opinione pubblica pensa che la cultura islamica sia fomentatrice di integralismo, fanatismo, arretratezza”. ” “E intanto “l’Islam bussa sempre più decisamente alle nostre porte”. Ecco perché la città deve diventare “luogo di incontro tra diverse identità e comunità”. “In essa – dice Soana Tortora, responsabile del settore internazionale, Pace e sviluppo delle Acli – si fanno sempre più invisibili le manifestazioni della fede e delle fedi, sommerse come sono dai rumori dei tempi. Solo il recupero delle diverse identità permette di vivere la città come luogo di convivenza civile e dunque come luogo capace di interpretare e soddisfare i bisogni delle persone che la abitano”.” “