“Dobbiamo chiederci – si domanda don Adriano Vincenzi della diocesi di Verona che partecipa al gruppo di studio su ‘Chiesa e società civile’ – quali siano i soggetti di riferimento, chi siano gli interlocutori di questo nuovo ‘cantiere’ che sta sorgendo dalla Settimana di Napoli”. E soprattutto, secondo don Vincenzi, “se riusciamo a concretizzare forze e consenso attorno questo progetto di società civile”. Questo sarà possibile “nella misura in cui la Chiesa investirà sulla formazione”. Questione cruciale, secondo il sacerdote, “perché fino ad oggi la dimensione sociale della vita cristiana non è stata sufficientemente curata”. E in questa situazione il pericolo è che non ci sia effettivamente una “continuità tra quello che è stato progettato a livello ideale e la realtà quotidiana delle parrocchie e delle pastorali diocesane”. Il punto di arrivo deve essere, per don Vincenzi, “un rapporto ‘riconciliato’ con la politica” che si traduca in una fecondità di proposta che “non neghi il patrimonio del passato” e nello stesso tempo “non abbia paura di attivare nuove forme”. “”” “”Fabio Lenzi, della Confederazione delle Misericordie, iscritto al gruppo “”Società civile e multietnicità””, lamenta la presenza, alla Settimana sociale, “”di troppi cattedratici e di pochi interventi dal territorio””, ma non per questo nega “”la positività della struttura della riflessione””. Per quanto riguarda i contenuti, Lenzi vi legge “”il travaglio del mondo cattolico”” e “”il dilemma nel trovare la soluzione per una presenza significativa dei cattolici nel Paese””. ” “”” “”” “”” “””