CARD. TETTAMANZI: “NELL’ASSISTENZA SANITARIA CI SONO FORME DI DISCRIMINAZIONE”

“Le questioni economiche, soprattutto quelle che toccano la sanità, non sono soltanto, sic e sempliciter, economiche, ma sono sempre anche questioni antropologiche e quindi etiche. Dove la dimensione etica non è né semplicemente sovrapposta, né indebitamente imposta dall’esterno all’economia ma è intrinseca ad un’economia che voglia essere umana e umanizzante”. E’ questa una delle riflessioni della prolusione con la quale il cardinale Dionigi Tettamanzi ha aperto questa mattina in Vaticano i lavori della XIV Conferenza internazionale su “Economia e salute”, promossa dal Pontificio consiglio per la pastorale della salute, che si concluderà sabato prossimo. E’ essenziale la “dimensione etica” per affrontare i complessi problemi economici della sanità, ha ribadito il cardinale. E ciò può avvenire anche riducendo alcuni costi, per esempio “evitando farmaci e ricoveri inutili, favorendo i day ospital”, o “educando alla qualità della vita, privilegiando la prevenzione”. Occorre, ha proseguito il cardinale, rifiutare “tutte le forme di discriminazione che si pongono in atto, sotto il pretesto di una spesa santaria troppo pesante, nei riguardi delle categorie più deboli come i bambini non ancora nati e i vecchi, giungendo sino all’eliminazione dei feti malformati e all’eutanasia”.” “Il primo problema da affrontare sul rapporto fra economia e salute, ha osservato il card. Fiorenzo Angelini, presidente emerito del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, “è quello dello squilibrio abissale tra Paesi ricchi e Paesi poveri. A due ore di aereo di distanza da Roma e Parigi, ci sono migliaia di bambini che muoiono per mancanza d’acqua. Il traguardo lanciato dall’Oms negli anni 70 ‘Salute per tutti entro il Duemila’ è ancora molto lontano”. ” “” “