Nelle scuole italiane vi sono oltre 80.000 disabili mentali, di cui la metà affetti da patologie gravi. E’ uno dei dati forniti da Angelo Serio, docente di statistica medica all’Università “La Sapienza” di Roma, che interverrà domani a Roma al convegno su “I bisogni di assistenza nel settore del disagio mentale” promosso dalla Fondazione Ozanam-S.Vincenzo de Paoli. Da una indagine condotta su circa 5.000 adolescenti – rende noto Serio – il 2,3% dei maschi e il 12,5% delle femmine sono a rischio per i disturbi alimentari (anoressia e bulimia). Secondo l’Istat su 1000 abitanti 5 presentano una insufficienza mentale, mentre il 6% degli anziani è colpito da forme di demenza tipiche dell’età, con 1500 casi l’anno di morte per suicidio (17 ogni 100.000 abitanti). Ma oltre ai disturbi psichici più gravi come nevrosi, psicosi, malattie psicosomatiche, vanno diffondendosi sempre di più forme di disagio al limite “tra il normale e il patologico, anch’esse causa di sofferenza”, ricorda Luigi Silvano Filippi, presidente dell’Associazione internazionale studi medico-psicologici e religiosi. Depressioni e insicurezze stimolate anche dai fenomeni del mondo attuale: “la globalizzazione, con la partecipazione in tempo reale a tutto ciò che accade nel mondo, nel bene e nel male”; “il bombardamento continuo di fatti dolorosi” attraverso i mass media e la “pubblicità, che presenta modelli di vita basati sul successo, sull’aggressività, sul sesso o su una esistenza idilliaca priva di asperità”. Non ultimi, sottolinea Filippi, la “perdita di valori forti e condivisi dai più”, la “precarietà diffusa” all’interno dei rapporti di coppia, in famiglia e nel mondo del lavoro e, per alcuni, “l’aver ricevuto troppo, nell’infanzia e nell’adolescenza, senza aver dovuto lottare per conquistarselo”. Tutto ciò è causa di “frustrazione, insoddisfazione”, con “perdita del senso delle cose”. ” “” “