SETTIMANA SOCIALE: MAGATTI, LA SOCIETÀ CIVILE, “SPAZIO PUBBLICO NON STATALE”

“Non è accettabile ridurre il ruolo della società civile alla funzione di rigenerazione della solidarietà ad una sorta di settore separato della vita sociale”. Lo ha detto Mauro Magatti, dell’Università Cattolica di Milano, intervenendo oggi alla 43ª Settimana sociale dei cattolici italiani, in svolgimento a Napoli sul tema “Quale società civile per l’Italia di domani?”. Oggi, per il sociologo, “occorre pensare la società civile non come un settore a sé stante, ma come qualche cosa che lega insieme, vivifica e trasforma gi ambiti istituzionali da cui è distinta ma di cui ha bisogno per poter esistere”. Secondo Magatti, concretamente ciò significa “lavorare per creare nel nostro Paese uno spazio pubblico non statale che, nel recuperare il contributo dei soggetti sociali e nel creare contesti di senso e di libertà, salvaguardi il bene comune e i vincoli di reciprocità e di appartenenza”. Ma ciò è possibile “solo se i soggetti della società civile sapranno non derogare dal rispetto delle regole e dall’assumersi sino in fondo quelle responsabilità diffuse che si vogliono non più a carico dello Stato e della sua amministrazione”. Non si tratta, ha spiegato il relatore, “di una terza via”, bensì di “andare oltre le contrapposizioni che ancora dominano il dibattito politico, in Italia e non solo”. L’idea di società civile, per Magatti, “consente di andare oltre e di vedere che al punto di incontro tra i livelli dell’organizzazione istituzionale e la vita delle persone esiste uno spazio labile e sottile che è in grado di coniugare senso e funzionalità, migliorando la qualità della vita individuale e collettiva”. In Italia, ha concluso il sociologo, la società civile “è pronta per un salto di qualità e può diventare uno dei fattori decisivi per la crescita economica e lo sviluppo sociale e politico del Paese”, a patto che “diventi adulta, stabilisca un rapporto più corretto con la pubblica amministrazione, il mercato, la cultura”.