CARD. RUINI: “NO” ALLA “SINDROME DI SUBALTERNITÀ” DEI CATTOLICI (2)

La società civile del futuro, per i cattolici “è caratterizzata – ha detto il card. Ruini aprendo i lavori della 43ª Settimana sociale dei cattolici – da una profonda ridefinizione delle relazioni tra persona e cittadino, tra libertà e responsabilità, tra uguaglianze e differenze, tra identità nazionale e appartenenza a realtà sovranazionali, nella sfera privata e quella pubblica”. Nel contesto dei cambiamenti in atto, ha osservato il cardinale, “le dimensioni della reciprocità e della solidarietà appaiono costitutive di un modello di società civile che non intenda soltanto essere il terzo tra Stato e mercato, ma voglia esprimere una modalità di vita collettiva improntata al riconoscimento di alcuni valori fondanti ed al rispetto dei diritti irrinunciabili di ciascuna persona e famiglia, come di ogni soggetto sociale e di ogni popolo”. Il contributo che i cattolici italiani intendono portare alla società civile del nostro Paese, ha ricordato il card. Ruini citando un pensiero del Papa, è caratterizzato da “una nuova cultura di solidarietà e di cooperazione internazionali, in cui tutti – specialmente i Paesi ricchi e il settore privato – assumano la loro responsabilità per un modello di economia al servizio di ogni persona”. L’avvento dell’Unione europea ed il fenomeno della mondializzazione, secondo il card. Ruini, sono altri “elementi imprescindibili” che fanno da sfondo a questa Settimana sociale, visto “il peso più che evidente che essi avranno sugli sviluppi della società civile in Italia”. In questa prospettiva l’integrazione europea, per il presidente dei vescovi, “non deve essere solo economica ed istituzionale, né limitata ai Paesi dell’Occidente più sviluppato, ma occorre sia espressione autentica dell’Europa intera e del sentire profondo della gente”, esprimendosi “anche a livello culturale e spirituale, sociale e politico, nel dialogo e nell’arricchimento reciproco tra nazioni e tradizioni diverse”. ” “” “