I cattolici “non sono una realtà a parte del Paese”, ma “intendono rinnovare il loro servizio alla società e allo Stato alla luce della loro tradizione culturale e civile, della dottrina sociale della Chiesa e delle numerose testimonianze di carità politica, alcune giunte fino al martirio”. Questo, lo spirito ispiratore della 43ª Settimana sociale di cattolici italiani, che si aprirà domani a Napoli (fino al 20 novembre) sul tema “Quale società civile per l’Italia di domani?”. All’iniziativa, che si pone in continuità con una tradizione di riflessione iniziata nel 1907, sono stati invitati i rappresentanti di tutte le diocesi italiane, di tutte le aggregazioni laicali di ispirazione cristiana ed un nutrito gruppo di esperti, per un totale di circa 500 persone. L’urgenza di una riflessione sul tema della società civile, si legge nel documento preparatorio, nasce da molteplici ragioni, tra cui “la crisi della politica e dello Stato, la necessità della costruzione dell’Europa, i processi di globalizzazione in atto e la disarticolazione dei rapporti fra i poteri”. Domani, la cerimonia inaugurale si svolgerà al Teatro San Carlo di Napoli: dopo il saluto dell’arcivescovo di Napoli, Michele Giordano, la Settimana sarà presentata dal presidente del Comitato organizzatore, mons. Pietro Meloni. I lavori saranno quindi aperti dall’introduzione dl card. Camillo Ruini, presidente della Cei, e dalla prolusione dl Governatore della Banca d’Italia, Antonio Fazio. Tra i momenti salienti del convegno, la tavola rotonda del 18 novembre, in programma alle 15,30 sul tema “Costruire la società civile: un’opportunità e una sfida per laici e cattolici”, con la partecipazione di Ernesto Galli Della Loggia, Andrea Riccardi, Gian Enrico Rusconi e Salvatore Veca. Le conclusioni della Settimana, il 20 novembre, saranno affidate al sociologo Franco Garelli e a mons. Fernando Charrier, vescovo di Alessandria e presidente della Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro. ” “” “