“Nell’ora della prova e del dolore – scrive ancora l’arcivescovo – si fa intensa, pressante, corale, quasi un grido d’aiuto, la nostra preghiera: Signore non ci abbandonare! Signore vieni in nostro aiuto! Signore dà fiato alla nostra preghiera smorta e vacillante. Signore conforta quanti nella nostra comunità sono segnati dal lutto e dal dolore. Signore aiutaci a vincere i nostri egoismi, le nostre divisioni e rendici sempre più attenti, competenti, vigilanti in tutto ciò che attiene alla vita dell’uomo, alla sua piena e garantita sicurezza”. L’amore di Dio che sa consolare è l’oggetto dell’invocazione conclusiva del messaggio: “Signore, in quest’ora che ci fa avvertire uno strano senso di solitudine, renditi ancor più a noi vicino ma visita soprattutto con la soavità del tuo amore chi soffre, piange, invoca, prega e spera”. Anche il Santo Padre ha voluto esprimere con un telegramma inviato a mons. D’Ambrosio solidarietà alla sofferenza dei feriti e al dolore dei parenti delle vittime per le quali ha assicurato “fervide preghiere di suffragio”. Oltre ad esprimere vivo apprezzamento per la tempestività dei soccorsi, Giovanni Paolo II ha invocato “da Dio per intercessione di Maria consolatrice degli afflitti il conforto per quanti soffrono” e ha inviato a tutti una speciale benedizione apostolica in segno della sua vicinanza spirituale.” “” “