E’ in corso a New York l’assemblea generale delle Nazioni Unite e mons. Renato Martino, osservatore permanente della Santa Sede presso l’Onu, è intervenuto durante la riunione della Commissione politica speciale per chiedere un intervento più efficace delle Nazioni Unite in Palestina, attraverso l’Agenzia per il soccorso e l’aiuto ai rifugiati palestinesi nel Vicino Oriente. Mons. Martino ha ricordato i 50 anni di attività della Pontificia Missione per la Palestina, fondata nel 1949 con sede presso le Nazioni Unite a New York e con uffici di corrispondenza e coordinamento a Roma, Beirut, Gerusalemme e Amman. Compito di questo organismo pontificio è quello di “portare aiuto ai rifugiati palestinesi”, in collaborazione con altre organizzazioni umanitarie. Nel 1998 la Missione Pontificia e le altre organizzazioni hanno raccolto sei milioni di dollari per i rifugiati palestinesi. Ma questo non basta, ha detto mons.Martino. Occorre infatti che la comunità internazionale si mobiliti in favore di questi rifugiati per cercare di alleviarne le sofferenze, legate alla costrizione di dover vivere in piccole porzioni di territorio, sfollati dalle loro case di origine, sottoposti a continui controlli che limitano la libertà di movimento. In aggiunta a questi problemi, mons. Martino ricorda la questione dello status giuridico di Gerualemme, città santa per le tre religioni monoteiste e rivendicata da Israele come capitale. E conclude ribadendo che “il bisogno della pace oggi è divenuto un imperativo”.