In vista del grande Giubileo del Duemila l’arcivescovo di Bologna, card. Giacomo Biffi, propone di tracciare un “identikit” del “festeggiato”. L’occasione è offerta da una lezione di teologia ai docenti universitari che il cardinale tiene oggi a Bologna. Nel corso di questa lezione Biffi anticipa i contenuti di un suo volume di prossima pubblicazione intitolato “L’Anno Duemila. Identikit del festeggiato”. “Di Cristo – spiega Biffi – non possediamo né fotografie o ritratti né autografi né registrazioni dalla viva voce. Abbiamo però molte informazioni eloquenti e puntuali di varia natura: i suoi detti, le testimonianze di chi gli è stato accanto, i dati storici che lo riguardano. Sono notizie preziose, che vanno raccolte, ordinate, messe a confronto tra loro”. Un po’ come fanno le “polizie di tutto il mondo”, precisa Biffi, per costruire l’identikit dei veri “ricercati”. D’altronde, aggiunge il cardinale “il Signore è davvero un ‘ricercato’ nel senso più forte del termine”.” “Di seguito un breve identikit di Gesù, secondo il card. Biffi. Gli occhi: “Gli occhi di Gesù dovevano essere davvero incantevoli, penetranti e quasi magnetici”. Lo sguardo: lo sguardo di Gesù “invita al raccoglimento”, “manifesta il suo affetto”, “prepara i cuori ad accogliere gli insegnamenti”. Ma, precisa Biffi, “gli occhi di Gesù impressionavano soprattutto quando ‘guardava dentro’ alle persone, quasi per arrivare al loro cuore”. Il cardinale aggiunge all’identikit anche una annotazione sulla “bellezza” di Gesù: il vangelo di Luca, spiega Biffi, offre indizi non trascurabili circa “il fascino che il giovane profeta di Nazaret doveva esercitare con la sua prestanza e la sua avvenenza”.” “