FAMIGLIA: PER LE ASSOCIAZIONI “LE TARIFFE ELETTRICHE PENALIZZANO I NUCLEI NUMEROSI”

Le tariffe dell’energia elettrica per uso domestico di residenza anagrafica sono “gravemente inique” perché sono strutturate in modo tale da “penalizzare le famiglie in modo crescente con il numero dei componenti delle famiglie stesse”. La denuncia parte dal Forum delle Associazioni familiari e dall’Afi (Associazione delle famiglie) che dall’estate 1998 ha dato vita a ripetute iniziative per spingere le autorità competenti a “rendere eque le tariffe dell’energia elettrica”. Secondo le associazioni, “più le famiglie sono numerose, più energia elettrica consumano, e quindi, nella peggiore delle ipotesi, ci si potrebbe attendere che esse paghino proporzionalmente al loro consumo”. Di fatto però, “le famiglie numerose pagano l’energia elettrica in modo molto più che proporzionale al loro consumo, in quanto il costo del kilowattora in Italia, diversamente dal resto d’Europa, cresce rapidamente con l’aumentare del consumo medio mensile”. Ci sono vari aspetti che contribuiscono ad “aggravare la situazione di ingiustizia”. Tra questi, le associazioni sottolineano il “vergognoso meccanismo” del recupero tariffario che porta i kilowattora eccedenti il consumo medio mensile direttamente alla tariffa del quarto scaglione dove il costo del Kwh è di circa 3 volte quello del primo. “Insomma – concludono i responsabili delle associazioni – oltre alle già numerose difficoltà a cui sono quotidianamente sottoposte le famiglie, quando una di esse decide di aumentare il proprio numero di componenti, mettendo al mondo un figlio oppure accogliendone uno in adozione o in affido, oppure ospitando i genitori anziani, dovrebbe tener conto del fatto che tale scelta comporterà anche un aumento del prezzo da pagare per ciascun kilowattora che di lì innanzi la famiglia consumerà”.