DROGHE LEGGERE: I SALESIANI, “NON CRIMINALIZZATE I GIOVANI”

E’ “errato mettere al centro delle discussioni solo il comportamento pericoloso, deviante e marginale” dei giovani e non considerare invece tutte quelle esperienze ed attività di recupero e accoglienza che sono “strumenti di aiuto e sostegno fondamentali e necessari per coloro che vivono nella tossicodipendenza”. E’ il parere di don Domenico Ricca, presidente della Federazione Scs (Servizi civili e sociali) che per iniziativa dei salesiani coordina 40 comunità educative più direttamente impegnate nell’ambito della emarginazione, della tossicodipendenza e del recupero. Dopo la morte per overdose del diciottenne Jannick nel locale “Number one” in provincia di Brescia e i controlli a tappeto nelle discoteche italiane messi in atto da carabinieri, polizia e finanza, don Ricca invita la stampa a “non criminalizzare gli adolescenti e i giovani che fanno uso di sostanze, a non etichettarli o stigmatizzarli. La parola d’ordine deve essere “la prevenzione”. “In poche parole – aggiunge il salesiano – far scoprire ad ogni singolo ragazzo le ricchezze e le potenzialità che ha dentro di sé”. Alle istituzioni e agli organi competenti, il presidente della Federazione chiede “l’impegno ad aggiornare la tabella delle droghe, includendo le nuove sostanze sintetiche, a combattere chi produce e chi spaccia tali sostanze e a valorizzare e sostenere le iniziative a favore della popolazione giovanile da parte del mondo sociale”. Don Ricca, indica anche alcuni impegni operativi a partire da una “maggiore presenza sul territorio” e ritiene a questo proposito necessario sviluppare i “centri giovanili quali luoghi aggregativi e di contatto con i giovani nella valorizzazione del tempo libero” e realizzare “un’informazione continua, mirata sulle nuove droghe”.