INTERVENTO DELLA SANTA SEDE SUL DIRITTO UMANITARIO

“Mettere la forza al servizio del diritto e non permettere che questo sia dettato dal più forte”. E’ la grande sfida che attende il diritto internazionale umanitario secondo mons. Giuseppe Bertello, Osservatore permanente della Santa Sede presso l’Ufficio delle Nazioni Unite e delle Istituzioni specializzate a Ginevra. Nel suo intervento alla 27ª Conferenza internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa in corso a Ginevra, mons. Bertello ha osservato che “la piena applicazione del diritto umanitario, ivi comprese misure repressive efficaci, resta un cammino obbligato per garantire le condizioni minime di rispetto della dignità umana”. Gli strumenti giuridici risultano però “insufficienti a raggiungere questo obiettivo se non si accompagnano ad una azione di carattere preventivo volta ad educare le coscienze così che sappiano riconoscere nell’altro i tratti indelebili di comune e uguale dignità”. Questa “comune ed uguale dignità” ha aggiunto mons. Bertello “il fondamento del diritto umanitario, ed è su questa solida base che può appoggiarsi una attività pedagogica “capace non solo di insegnare le norme, ma di far comprendere i principi che le ispirano”. In questo quadro “le religioni possono offrire un contributo prezioso” come testimonia l’impegno della Santa Sede che “ha voluto cogliere l’occasione del Giubileo del 2000 per orientare le energie dei fedeli verso un servizio accresciuto alla giustizia e alla pace in dialogo con le altre confessioni cristiane e le altre religioni”. La Santa Sede, ha concluso mons. Bertello, tra l’altro “si impegna ad attivare un processo di formazione al diritto umanitario del personale religioso cattolico in servizio presso le forze armate”.