FAMIGLIA OGGI: I PADRI DELLA “FICTION” NON SONO COME I PADRI “VERI”

“Per la fiction italiana il padre ideale è separato, divorziato, o, meglio ancora, vedovo”. L’osservazione è di Giorgio Vecchiato, critico televisivo, che sull’ultimo numero di “Famiglia oggi” (novembre ’99) analizza recenti successi televisivi, come “Un medico in famiglia” o “il maresciallo Rocca”, mettendone in relazione il messaggio di fondo con la vita “reale”, spesso molto diversa da quella presentata in tv. “Una volta diventato single, per lutto familiare o esigenze di copione – continua Vecchiato – ecco che il padre deve cimentarsi da solo con il lavoro, le faccende domestiche, i capricci e i malumori della prole, tutto quello insomma che incombeva sulle mogli defunte o latitanti. Diventato donna, è finalmente un personaggio televisivo”. Nella fiction italiana, aggiunge il critico, il padre uomo-donna ha sempre dei figli al di sotto dei vent’anni: nel nostro Paese, invece, la media dei maschi tra i 25 e 29 anni che ancora vivono in famiglia è del 72,5%, pari a tre su quattro. I figli della fiction televisiva, inoltre, “vedono il padre non come autorità familiare, ma come un malato di infantilismo, da consigliare e rieducare più che da contrastare. Altro che conflitto tra generazioni. Al padre tv fa comodo il sentirsi sollevato da troppe responsabilità, con l’alibi della reciproca ‘amicizia’. Ai figli fa comodo questo padre esitante e impacciato, i cui occasionali sfoghi, o eccessi autoritari, lasciano il tempo che trovano”. Alla fine, un punto in comune tra la fiction televisiva e la vita reale c’è, conclude Vecchiato: il desiderio di “mantenere i figli eternamente giovani, anche a trent’anni e passa. Mamma è un’amica, papà pure, e tra amici si campa benissimo”. ” “” “