“In questa società europea, orientata alla produzione, i giovani contano poco e restano ai margini del processo di cambiamento in corso. Anche per questo è importante puntare sulla scuola. La scuola cattolica può far riflettere tutti sull’importanza del mondo giovanile e delle sue esigenze educative”. Lo ha oggi detto mons. Cesare Nosiglia, facendo un primo bilancio dei lavori dell’assemblea nazionale della scuola cattolica, che si concluderà sabato con l’incontro con il Papa in Piazza San Pietro. Il vescovo presidente del Consiglio nazionale della scuola cattolica ha voluto sottolineare l’attenzione complessiva ai temi educativi propria dell’assemblea, “momento di passaggio decisivo per la scuola e la cultura del Paese”, così come è tornato a precisare che la questione della parità scolastica e la richiesta di effettiva libertà di scelta per le famiglie non è questione “di parte”, ma riconoscimento di diritti e di valori che la scuola cattolica porta con sé e offre a tutti. “Esiste, infatti – ha ribadito mons. Nosiglia – per servire i giovani, offrendo loro cultura e una formazione con precise caratteristiche, da salvaguardare. Non è un fatto privato, non è la scuola dei cattolici e basta. E’ una proposta per tutti”.” “Al centro dell’assemblea, che vuole raccogliere, soprattutto attraverso i lavori dei laboratori, indicazioni per la scuola cattolica del XXI secolo, c’è anche il problema della qualità della proposta educativa. Da una recente ricerca – ha spiegato Cesare Scurati, pedagogista dell’Università Cattolica e uno dei relatori all’assemblea – emergono risultati incoraggianti, sia sul piano del servizio pubblico sia su quelli della professionalizzazione e della “carismaticità”, con la valorizzazione degli elementi che caratterizzano le singole istituzioni, nate da tradizioni ben individuabili e che portano “risorse” originali al cammino comune dell’educazione.” “” “” “