ASSEMBLEA INTERRELIGIOSA: IN PIAZZA SAN PIETRO, “TESTIMONI DI UN MILLENNIO MIGLIORE”

Collaborare insieme credenti di diverse religioni per “costruire un mondo migliore” e per non “affievolire la nostra credibilità”. Con queste parole il metropolita Damaskinos, delegato del Patriarcato ecumenico di Constantinopoli, Rosalind Preston, ebrea della Gran Bretagna e mons. Giovanni Martinelli, vescovo di Tripoli (Libia) hanno presentato questa mattina ai giornalisti le conclusioni della Assemblea interreligiosa che oggi pomeriggio vivrà il suo atto finale in piazza San Pietro dove alla presenza del Papa verrà data lettura di un messaggio. I 230 delegati di circa una ventina di religioni hanno ribadito il loro no “a chi vuole invocare le forze religiose per giustificare la violenza, per determinare discriminazioni e per usare il proprio dominio sull’altro”. Il cammino di dialogo è quindi innanzitutto un percorso di “conoscenza reciproca”, per abbattere “l’ignoranza, i pregiudizi del passato, la disinformazione”. “La tolleranza – ha proseguito Damaskinos – è uno stato provvisorio, deve trasformarsi in riconciliazione”. Anche l’ebrea Rosalind Preston, vice presidente della “Inter Faith Network” ha sottolineato l’importanza dell’educazione a partire dai “bambini se vogliamo – ha detto – un nuovo millennio di pace e di armonia”. Mons. Giorgio Martinelli, vescovo di Tripoli, ha parlato invece della “sete di spiritualità” che si registra specialmente tra i giovani e del desiderio delle religioni di “presentare al mondo l’anima delle propria fede”. Questo pomeriggio i delegati si raduneranno in diversi luoghi per un’ora di preghiera. Poi si ritroveranno in piazza San Pietro per la cerimonia conclusiva al termine della quale verranno accese delle candele. “Il fuoco – ha spiegato mons. Michael Louis Fitzgerald, segretario del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso – è un simbolo tradizionale e comune a diverse religioni. Vuole rappresentare la diffusione nel mondo del loro messaggio e del loro impegno”.