Con questa provocazione, che sottolinea la funzione della sala della comunità, il card. Ersilio Tonini è intervenuto oggi alla giornata conclusiva del V Congresso nazionale dell’Acec (Associzione cattolica esercenti cinema), che celebra i suoi 50 anni di attività. “La Chiesa non può non avere il senso della storia – ha detto il cardinale -, e questo è un momento decisivo per il destino dell’umanità. La sala della comunità è per rispondere alle sollecitazioni della storia di oggi”, così come nel 46, all’indomani della fine della guerra, si percepì “il bisogno di creare unità” anche attraverso i cineformun, per far sì che “coloro che si erano divisi politicamente potessero ritrovarsi insieme”. Già allora, ha specificato il cardinale, i cineforum erano “sale della comunità”.” “Riferendosi al ruolo dell’Acec, don Dario Viganò, responsabile del settore cinema e spettacolo dell’Ufficio nazionale delle Comunicazioni Sociali della Cei, ha sottolineato che l’associazione essendo al servizio della Chiesa, può “accompagnare le persone a farsi più attente scrutatrici di un mondo mass mediale sempre più difficile da decifrare”.” “All’incontro è intervenuto anche il Ministro per i beni e le attività culturali, Giovanna Melandri. “Devo la mia cultura cinematografica – ha rivelato – alla sala parrocchiale del quartiere in cui abitavo”. “Le sale della comunità – ha proseguito – svolgono ancora oggi un ruolo essenziale nella diffusione del cinema e del suo valore culturale. Da sempre hanno rappresentato un luogo di aggregazione, di crescita civile e culturale”. Per questo, ha ricordato, nel quadro della politica del governo a favore dell’esercizio cinematografico, “nel mese di luglio ho firmato un decreto che stanzia circa 20 miliardi di sostegno al piccolo esercizio per ammodernarsi e rinnovarsi”. ” “” “