NAPOLI: UN “NUMERO VERDE” CONTRO LA TRATTA DELLE IMMIGRATE

Questa la proposta fatta dall’associazione “Arianna@”, in collaborazione con il settore immigrati della Caritas locale, con il Comune di Napoli, allo scopo di contrastare il fenomeno della prostituzione delle donne immigrate, che sta diventando sempre più una “piaga sociale”. “Nel giro della prostituzione, in Italia – si legge in una nota della Caritas di Napoli – , sono coinvolte all’incirca 25 mila donne straniere, di cui oltre 2000 in Campania. Si tratta di un fenomeno strettamente connesso all’immigrazione clandestina, organizzato in molteplici modi, ma sempre costruito con un sistema criminale che utilizza la violenza e conduce alla vera e propria schiavitù”. Di qui la necessità di agire su più fronti: dalla prevenzione all’educazione, fino all’impegno sul piano giuridico, legislativo e sociale: “Per contrastare adeguatamente questo fenomeno – sostengono, infatti, i promotori dell’iniziativa – occorre che vengano incrementati e qualificati l’impegno all’accoglienza ed alla protezione da parte delle istituzioni, del privato sociale, del volontariato, dell’associazionismo, con l’offerta di servizi di ascolto, orientamento ed accompagnamento in un’ottica tesa a favorire progetti di autonomia individuale e di eventuale rientro in patria delle vittime”. “No”, quindi, alla riapertura delle case chiuse, “sì” alla rivalutazione della donna e della sua dignità e al richiamo dei “clienti” alle proprie responsabilità, visto che sono loro ad alimentare “questa nuova forma di schiavitù”. Un intervento a rete, quello proposto dall’associazione “Ariann@”, con l’obiettivo di prendersi carico di casi di emergenza “per sviluppare progressivamente – si legge nella nota – un percorso di recupero della giovane donna per il rientro nei Paesi d’origine o l’inserimento nel tessuto locale”. ” “” “