Un’alleanza a servizio della verità: è quella auspicata dal card. Paul Poupard, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, nel messaggio inviato in occasione del colloquio “Religione e mass media”, in svolgimento oggi, a Roma, per iniziativa dell’Ambasciata di Romania presso la Santa Sede. “La verità dell’informazione – ha detto il porporato – non si riduce all’obiettività. Il servizio dei mass media consiste nel fornire un’informazione fondata sulla verità, guardandosi dall’alterarla sotto l’effetto di pressioni o di pregiudizi”. Di qui la necessità di “educare ai media, al fine di utilizzarli meglio nelle loro diversificate componenti, senza permettere loro di svolgere un ruolo a scapito dell’uomo”. I cristiani, in particolare, per Poupard “devono chiedersi se il loro compito si limiti ad una comunicazione di dati obiettivi o presunti tali, o se essi contribuiscano a formare opinioni motivate e a nutrire quegli scambi che edificano realmente una società”. Il cardinale ha messo in guardia, inoltre, dalla “politica del far credere”, che “trova oggi delle possibilità inedite, grazie alla magia del piccolo schermo che penetra nelle case e nelle famiglie per seminare il suo diluvio d’immagini e parole, direttamente nell’intimità della vita delle famiglie. La scelta delle informazioni diffuse non è mai innocente per quanto riguarda gli interessi politici ed economici, legate ai più diversi gruppi di influenza”. Il “far credere”, ha concluso Poupard, “può avere conseguenze drammatiche: in un paese privato di tutto fuorché della sua radio, questa ha il campo totalmente libero per costruire un mondo immaginario”. ” “” “