GIUBILEO: UN VADEMECUM PER I FEDELI DELLE CHIESE ORIENTALI

“Non c’è avvenimento della Chiesa cattolica che non possa e non debba essere arricchito dall’apporto delle diverse tradizioni”. Lo ha osservato il card. Achille Silvestrini, prefetto per la Congregazione delle Chiese Orientali, presentando questa mattina un documento realizzato dal suo dicastero: “Il Grande Giubileo del Duemila e le Chiese cattoliche Orientali”. Un sussidio che, ha spiegato il cardinale, aiuterà le Chiese orientali “a celebrare il Giubileo non come se questo fosse solo un’usanza della Chiesa latina, allargata agli orientali, ma nutrendolo con contenuti propri che già appartengono al patrimonio orientale, anche se ovviamente non si riferiscono in modo specifico al Giubileo”. Il sussidio aiuterà i fedeli orientali che giungeranno a Roma in pellegrinaggio ad individuare eventi e luoghi d’incontro fra Roma e l’Oriente. ” “Nella prima parte del sussidio, ha spiegato mons. Claudio Gugerotti, sottosegretario della Congregazione per le Chiese Orientali, sono raccolte indicazioni teologiche, spirituali e concrete, ossia di ordine pastorale. Fra queste ultime, ad esempio, si rileva come gli orientali vivano la penitenza in modo particolare con il digiuno: “Riscoprire la tradizione dei digiuni – ha fatto notare mons. Gugerotti – di cui è costellato l’anno liturgico, troppo frettolosamente abbandonati per imitare il modello occidentale, sarà anche un importante fattore ecumenico”. Nella seconda parte del volume si esamina il “volto orientale di Roma”. “Le memorie cristiane che arricchiscono il patrimonio della città – ha sottolineato mons. Michel Berger, capo ufficio della Pontificia Commissione per i beni culturali della Chiesa – sono talmente numerose da far pensare che essa possa essere considerata un frammento d’Oriente sulle rive del Tevere”. ” “