“A giudicare dal poco spazio dato nei media, questo Sinodo per l’Europa è quasi passato sotto silenzio”. E’ quanto scrive padre Bernardo Cervellera, direttore di Fides, in un editoriale pubblicato sull’agenzia internazionale. “I mezzi di comunicazione – si legge ancora nell’articolo – si sono divertiti a mostrare le paure della Chiesa di fronte all’invasione islamica, o i battibecchi fra qualche padre sinodale messi nelle pagine di cronaca rosa”. Tutto questo, secondo Cervellera, per “sanzionare la pressoché totale inutilità della Chiesa nel mondo europeo” e per dimostrare che “politica, scienza, cultura, economia, società alla fine del secondo millennio sono ormai emancipati dal ‘giogo’ cristiano”. Altro che “triste raccolta di medici al capezzale della Chiesa morente”, come vorrebbero far credere i media: il Sinodo d’Europa, osserva il direttore di Fides, oltre ad un coraggioso “esame di coscienza” dei vescovi sulla “superficialità della testimonianza offerta dalle loro Chiese”, è stato una “diagnosi dei mali d’Europa. La grande ammalata non è semplicemente la Chiesa, ma lo stesso vecchio continente, l’uomo europeo”. Un esempio per tutti: il calo della popolazione, “insufficiente al ricambio generazionale” e ormai di proporzioni tali da minacciare l’estinzione degli europei nel vecchio Continente. Fra i punti fondamentali per la rinascita dell’Europa, il Sinodo non a caso ha individuato “l’attenzione e la cura delle famiglie”: “Parlare di famiglia – conclude Cervellera – implica sottolineare la responsabilità, l’amore, la fedeltà, il rapporto basato sulla dualità dei sessi. Su tutte queste tematiche la Chiesa è spesso vista come bigotta, troppo tradizionalista. In realtà la sottolineatura sulla famiglia e sull’unità uomo-donna giunge alla diagnosi profonda per guarire l’Europa”. Il punto essenziale messo in luce dal Sinodo per la rinascita dell’Europa, aggiunge Cervellera, è la riscoperta del mistero di Cristo presente nella Chiesa”. ” “” “