Si recherà in Angola dal 15 al 22 ottobre mons. Marcello Zago, segretario della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, per portare un messaggio del Santo Padre ed inaugurare l’Università Cattolica (il 19 ottobre). In un’intervista rilasciata all’agenzia internazionale Fides mons. Zago spiega che il viaggio vuole “esprimere la solidarietà con il popolo che soffre e promuovere la pace attraverso il dialogo”. “La Chiesa, con la sua autorità morale – afferma – interviene per chiedere che il dialogo fermi le armi. In questo senso c’è il livello dell’influenza delle dichiarazioni e dei rapporti della Chiesa. Ma c’è anche un ruolo a lunga scadenza: quello di creare una cultura della pace e della riconciliazione. Le leadership possono avere le loro responsabilità nel conflitto ma se anche ci fossero cambiamenti ai vertici, resterebbe il problema della mentalità costruita in trent’anni di guerra”. Per questo motivo, aggiunge, “l’Università Cattolica può essere un luogo dove si formano laici non solo destinati all’animazione pastorale ma anche ad essere fermento nella società, assumendo responsabilità di rilievo”. Per giungere alla pace, secondo mons. Zago, è necessario “un impegno internazionale a vari livelli: da un lato quello politico, delle diplomazie; dall’altro quello del commercio e delle materie prime”. Attualmente il governo angolano controlla la zona petrolifera di Cabinda, mentre l’Unita (Unione nazionale per l’indipendenza totale dell’Angola) i restanti 2/3 del territorio, dove sono i giacimenti di diamanti.