DOSSIER MITROKHIN: NON È UN BELLO SPETTACOLO

Pubblichiamo una nota integrale del Sir sul “caso Mitrokhin”. Chissà quali sono i veri spioni del Kgb, i millantati e i millantatori, nella lista Mitrokhin. Certo non è un bello spettacolo. Al di là dei doverosi riscontri, e non potendo pertanto ragionare sui singoli nomi, appare la fotografia di un milieu a metà tra il palazzo, il giornalismo e la politica che forse dà più l’impressione di debolezza che di forza. Al di là della presenza di nomi più o meno contigui, si capisce allora l’imbarazzo con cui il governo in carica e quello precedente hanno gestito la faccenda. Ma si capisce anche il rilievo che ha avuto, almeno sui media e nel dibattito politico. Da quando è iniziata questa interminabile transizione del sistema politico – ed erano gli anni di un’altra lista, la P 2 – alla difficoltà di fissare punti di riferimento non effimeri per lo sviluppo del sistema politico, fa riscontro l’abbondanza di queste fonti più o meno oscure. Ci sono alcuni studiosi di storia contemporanea che addirittura accreditano l’ipotesi di un “doppio Stato” come chiave di lettura dell’Italia repubblicana. Le rivelazioni da Mosca, Praga e Budapest porterebbero addirittura a parlare di un “triplo Stato”, se alla fine dei conti questa strada non apparisse sostanzialmente fuorviante.” “Ed allora il dossier Mitrokhin ci avverte che il terreno è ancora ingombro di macerie, di spezzoni di vecchio, di trappole e trappolette, per cui, nonostante il gran parlare di riforme istituzionali e di ripartenza del sistema paese, resta questa sensazione di impasse, di blocco.” “Come se ne esce? Non ci sono scorciatoie: si tratta di fare realisticamente i conti con il cinquantennio del secondo dopoguerra, questa seconda metà del secolo ricca di realizzazioni, con i suoi lati positivi e quelli negativi, con i suoi drammi e le sue conquiste. E si tratta, sulla base di questo bilancio realistico, di misurarsi con le grandi novità di scenario, che reclamano un Paese ed una classe politica capaci di guardare avanti.” “Ben vengano allora, per i processi della stagione di “mani pulite”, le sentenze nelle aule giudiziarie e non sulle piazze e sui giornali e ben vengano anche rivelazioni come quella di questi giorni, che riducono appunto a semplice propaganda tanta sicumera degli anni sessanta e settanta. Il compagno Mitrokhin in fondo – sempre che sia vera la sua lunga lista – non ci ha sorpreso. E non esime nessuno dall’assumersi le proprie responsabilità, in ordine al passato ma soprattutto in ordine al futuro del paese.” “