A formulare un auspicio perché anche a Roma si possa costituire presto una Consulta per gli immigrati (come quelle già esistenti a Palermo, Modena e Padova) è padre Bruno Mioli, della Fondazione Migrantes, che giudica “belle e nobili” le parole della ministra per la solidarietà sociale Livia Turco. La ministra ha ribadito ieri l’importanza di concedere il voto amministrativo agli immigrati regolari, ricordando che un disegno di legge in proposito è attualmente all’esame della Commissione affari costituzionali della Camera. L’occasione è stata fornita, appunto, dall’elezione degli rappresentanti degli stranieri non comunitari residenti a Palermo e Modena. “A Roma da più di 5 anni si parla dell’istituzione di una Consulta degli immigrati – spiega padre Mioli – ma è tutto bloccato, anche per mancanza di iniziativa delle parti sociali. Spero che gli immigrati si facciano avanti con delle proposte concrete da rivolgere all’amministrazione comunale”. Padre Mioli ritiene che le Consulte, pur non avendo un ruolo deliberativo ma solo consultivo, possano rivestire “un grande significato simbolico per le cittadinanze”, oltre al necessario “riconoscimento di un diritto”. Anche perché, ricorda, sono circa 300.000 gli immigrati regolari in attesa di una carta di soggiorno perché residenti in Italia da più di 5 anni. Secondo padre Mioli è però il caso “di aspettare un momento più propizio per portare avanti la richiesta del diritto al voto: il riconoscimento giuridico – osserva – dovrebbe andare di pari passo, se non con il consenso, almeno con la possibilità di dialogare con l’opinione pubblica senza paure e pregiudizi. In questo momento diventerebbe sicuramente motivo di scontro”. Tuttavia, ammette, “chi tempo fa alzava gli scudi contro il voto degli immigrati usando il pretesto che lo stesso diritto non era concesso agli italiani all’estero, ora non può più porre la stessa obiezione”. Di questi temi si parlerà il 19 ottobre a Roma alla presentazione del Dossier Immigrazione ’99 curato dalla Caritas diocesana e dalla Fondazione Migrantes.” “” “