Pessimisti o ottimisti? E’ difficile classificare in modo netto gli interventi al Sinodo per l’Europa. Certo l’analisi è a tutto campo. A partire dall’interrogativo sollevato dal cardinal Ruini, se Dio, la fede è praticamente rilevante nella vita degli europei di oggi. Ne consegue, come ha sottolineato il cardinal Ratzinger la necessità che la Chiesa non può essere un ente chiuso in sé: la sua frontiera è sempre aperta, con tutta la sua essenza dev’essere un invito ad entrare. Ripartendo, da quella che è stata definita la “cattedra inattesa e scandalosa che è il Dio Crocifisso”.” “Sì, forse il punto è proprio quello di ritrovare i fondamentali, attraverso una esperienza insieme culturale e spirituale. Sintesi difficile certo, sintesi da ritrovare in percorsi inediti, utilizzando i materiali poveri della frammentazione.” “Ma ritrovare i fondamentali significa anche fissare dei punti di riferimento non effimeri per i rapporti, per il dialogo, e anche per il governo delle istituzioni. Si tratta, in questa direzione di “riaccendere la luce della legge naturale nel pensiero e nell’azione dei governi europei”, come ha detto il cardinal Sodano. E certo prima di tutto nei milioni di cittadini europei che sembrano invece smarrirsi nelle nebbie di una crescente indifferenza, tanto più disarmante, quanto più politicamente corretta. Non si tratta di restaurare, ma di invitare a dare risposte chiare, a chiamare le cose col loro nome, a partire dalla nozione stessa di persona umana.” “In effetti la questione di fondo non è il vero o presunto “aggiornamento” della Chiesa cattolica (e dei cattolici) alle sempre nuove rivendicazioni del cosiddetto dibattito politicamente corretto. Il punto è la “qualità della nostra adesione a Cristo, e quindi una formazione cristiana autentica e profonda e nello stesso tempo aperta a tutti”. L’apertura insomma non è frutto della mediazione (magari al ribasso), ma della profonda consapevolezza che l’esperienza e la consapevolezza dell’azione dei Dio sono rilevanti per la vita.” “Ci sono qui molteplici apporti, molteplici esperienze in atto, come hanno testimoniato oltre ai vescovi anche gli uditori invitati al Sinodo, ed in particolare i laici. Ma certo molto c’è da fare ancora. “Ho fatto un sogno”, diceva il cardinal Martini, indicando la necessità di fare i conti con le sollecitazioni del dibattito in corso, con i “punti caldi” in tema di etica, e di disciplina e dottrina della Chiese. Probabilmente la questione del Sinodo è di riuscire ad interloquire con la cultura e la vita europea per articolare questo passaggio, in cui cresce il bisogno di punti di riferimento, ma anche la contestazione degli stessi. Si tratta di uscire da una spirale che sta impoverendo l’Europa, che la sta invecchiando. E’ in gioco la questione della libertà, che paradossalmente si sfarina quando rifiuta di pronunciarsi sui valori e si incarta sulle procedure. Il futuro dell’Europa e quello dei cattolici in Europa continuano ad intrecciarsi strettamente. ” “” “” “” “