IL CASO DI GENOVA ED IL “CROCIFISSO MUSULMANO” DI DON BERETTA

Per non fare uno sgarbo agli alunni di religione islamica, in alcune aule di una scuola pubblica del centro storico di Genova – secondo quanto riferisce oggi un quotidiano nazionale – le insegnanti hanno pensato bene di togliere il crocifisso. “C’è da dubitare – dice don Carlo Crovetto, prete genovese – che i musulmani si siano sentiti offesi dall’immagine del Cristo con le mani e i piedi inchiodati su un legno. Che male può fare chi ha mani e piedi immobilizzati? Sicuramente sono stati offesi gli alunni di fede e di cultura cristiana che improvvisamente si sono sentiti quasi obbligati a chiedere scusa ai compagni di scuola venuti da lontano. Scusa per quale colpa commessa? Per aver creduto che dalla croce, Cristo ha insegnato al mondo che l’amore è l’unica via che porta a salvezza ?”.” “”Pensando a questo episodio – si legge in una breve nota Sir – torna alla memoria la testimonianza di don Renzo Beretta parroco a Como, ucciso lo scorso 20 gennaio da un immigrato. Don Beretta teneva in ufficio un crocifisso ricevuto in dono da un musulmano che lo aveva dipinto con le proprie mani. Il parroco comasco diceva di conservarlo come una reliquia perché forse chi l’aveva donato aveva capito, superando voragini di ostilità, la ragione profonda di un’accoglienza senza condizioni. Lo teneva come una reliquia soprattutto perché quel musulmano era rimasto colpito dal suo amore per quell’uomo morto in croce. Sarebbe bene che qualcuno portasse questa testimonianza a quelle mamme musulmane, a quelle insegnanti di Genova ma anche a coloro che in questi incresciosi episodi cercano solo motivi per suscitare paure, diffidenze e rifiuti”. ” “” “