NATOLI, (UNIVERSITÀ DI BARI): LA PRETESA DEL POLITEISMO MODERNO

“Il politeismo contemporaneo nasce dalla progressiva vanificazione di Dio creatore. Quel Dio che precede e pone in essere il mondo visibile, che senza di lui non sarebbe mai venuto ad esistenza”. Lo ha ribadito Salvatore Natoli docente all’Università di Bari durante il dodicesimo Simposio Internazionale Mariologico sul tema “Maria e il Dio dei nostri Padri, Padre del Signore Nostro Gesù Cristo”, che si è aperto oggi a Roma, alla Pontificia facoltà teologica ‘Marianum’. Natoli, che ha trattato il tema “Il politeismo nella cultura contemporanea”, ha affermato che “il cristianesimo dice che Dio è uno solo. Il mondo non è altro che un appendice di Dio. Da questo punto di vista Dio viene a coincidere in assoluto con l’essere”. La creazione, “divide il mondo tra creatore e creatura e svela questo mondo come insufficiente a se stesso, esposto alla rapina del nulla”. “Se Dio per un attimo l’abbandonasse – ha proseguito – esso ricadrebbe nel nulla da cui è venuto”. ” “Natoli ha poi spiegato che: “Il politeismo moderno è il risultato della fine del monopolio della verità. Nel mondo moderno viene meno il riferimento alla trascendenza, svanisce la relazione verticale tra mondo e Dio, tra transitorietà ed eternità, tra apparenza e realtà”. Lo studioso ha concluso la sua relazione illustrando le differenze tra il politeismo moderno e quello antico: “C’è una differenza fondamentale – ha detto – mentre in quello antico ogni determinazione si percepisce come parte, come momento di una totalità, coincide cioè con la percezione della divinità in tutte le cose, nel politeismo moderno ogni parzialità pretende spesso la totalità, l’unicità”. ” “” “