“Un’Ac consapevole dei propri limiti ma anche delle proprie ricchezze, un’Ac impegnata ad essere se stessa, un’Ac missionaria”: queste le tre indicazioni della presidente nazionale Paola Bignardi al termine della conferenza nazionale dei presidenti diocesani di Ac conclusasi ieri a Roma.” “”Per rinnovarci – ha detto – non dobbiamo dimenticare la nostra storia o ritenere superato il nostro statuto che, peraltro, viene dal Concilio. Non dobbiamo pensare ad un’associazione nuova ma a rinnovare quella che oggi vive le sue scelte, le sue difficoltà e le sue speranze nella Chiesa e nella società italiane. Siamo chiamati ad una fatica del pensare e dello studio che coinvolga tutta l’associazione nella ricerca di un linguaggio, fatto di parole ma soprattutto di vita, che sappia comunicare il significato di una laicità che si pone come dono alla Chiesa ed alla società”.” “Una dimensione da rinvigorire è quella la missionarietà: “Dobbiamo essere – ha aggiunto la presidente – missionari per gratitudine, consapevoli cioè che avendo ricevuto il dono della fede lo dobbiamo comunicare con semplicità e gioia agli altri”.” “In questa prospettiva si collocano “scelte concrete, capaci di offrire un segno chiaro di maturità ecclesiale e laicale. Un segno che, anche alla luce del progetto culturale, valorizzi la dimensione popolare dell’associazione”.” “”Credo – ha concluso Paola Bignardi, rivolgendosi agli oltre 150 presidenti diocesani presenti – che un’esperienza in cui c’è questo spirito non possa che essere benedetta, perché questo è un fondamento buono su cui è possibile continuare a costruire; è un fondamento che sopporta gli aggiustamenti superficiali perché ha le radici in profondità”.” “