CAMPAGNA CONTRO L’IMPEGO DEI BAMBINI SOLDATO, “NO AL DI SOTTO DEI 18 ANNI”

Si chiama “Stop all’uso dei bambini soldati” la campagna promossa dalla coalizione italiana (affiliata alla coalizione internazionale “Stop using child soldiers”) alla quale aderiscono diverse associazioni e ong (Amnesty international, Bice Italia, Volontari nel mondo-Focsiv, Cocis, Unicef, Telefono Azzurro, Azione Cattolica Ragazzi…). La coalizione chiede “un Protocollo opzionale alla Convenzione sui diritti dell’infanzia che proibisca il reclutamento militare e l’impiego durante le ostilità dei minori di18 anni”. Attualmente il diritto umanitario internazionale e la Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia stabiliscono infatti a 15 anni l’età minima per il reclutamento militare e la partecipazione ai conflitti armati. Oggi sono più di 300.000 i ragazzi che stanno combattendo nel mondo, mentre altre centinaia di migliaia sono soggetti a reclutamento sia negli eserciti regolari che in quelli di opposizione armata (ad es. in Afghanistan, Etiopia, Myanmar, Sierra Leone, Somali, Sudan, Uganda, Cambogia, Colombia, ecc.). L’uso dei bambini soldato, precisano gli organizzatori della campagna, “deve essere considerato come uno sfruttamento illegale di minori per la natura pericolosa del lavoro in cui questi si trovano coinvolti. I 18 anni sono l’età minima stabilita dai trattati internazionali per accedere a lavori pericolosi”. Ogni cittadino può aderire alla campagna firmando un appello con richieste al Parlamento e al Governo italiano riguardanti l’innalzamento dell’età minima per l’arruolamento. Al presidente della Repubblica viene chiesto inoltre di deporre, in occasione dell’omaggio al milite ignoto il prossimo 4 novembre, una corona di fiori in ricordo di tutti i minori morti combattendo.” “” “” “