“DIVINA MISERICORDIA”, UN CULTO A CUI ADERISCONO IN ITALIA 2 MILIONI DI PERSONE

“Il Culto della Divina misericordia è un grande segno per questo secolo”. Con questa convinzione circa 250 sacerdoti, religiosi e laici si sono riuniti a Roma nella Chiesa di Santo Spirito in Sassia per partecipare al primo convegno nazionale della Divina Misericordia. Sono responsabili di gruppi che ormai in tutta Italia diffondono nelle sue varie forme il culto della Divina Misericordia. “Un grande movimento di anime”, dice don Jozef Bart, responsabile del centro di spiritualità della Divina Misericordia, a cui aderiscono nel nostro Paese oltre 2 milioni di persone. Sul nostro territorio nazionale si contano anche grandi centri di spiritualità dedicati a questo culto (Trento, Modena, Milano, Roma, Caserta, San Vito in Tagliamento) che negli ultimi anni si è diffuso “in modo sorprendente”. “In un secolo segnato da due guerre mondiali e ancora oggi teatro di conflitti – spiega don Bart – in un tempo caratterizzato dalla piaga dell’aborto e da una cultura della morte che si estende a macchia d’olio, dove se non nella Divina Misericordia, l’uomo può trovare la luce della speranza”. Ecco perché questa devozione “si diffonde e conquista i cuori degli uomini” ma soprattutto “attira i drogati, i divorziati, le persone, per così dire, che si sono allontate dalla Chiesa perché la ritenevano troppo esigente. Tutti scoprono invece una Chiesa che è madre di Misericordia”. Il convegno nazionale della Divina Misericordia (in corso fino al 3 ottobre) è strettamente legato al Giubileo del 2000. In vista di questo evento il centro di spiritualità della Divina Misericordia, voluto espressamente dal Papa, lancia una proposta a tutti i sacerdoti d’Italia: “lasciare aperte per l’anno santo le Chiese alle 15, l’ora della Misericordia quando ricordiamo la passione di Gesù, per dare la possibilità alle persone di pregare”.