L’università “corre il pericolo di essere troppo paludata come istituzione”, e di “entrare in crisi come tutto ciò che appartiene alla dimensione intermedia tra globale e locale”. Lo ha detto Giuseppe De Rita, presidente del Cnel, intervenendo oggi al 66° Corso di aggiornamento dell’Università Cattolica, in svolgimento a Roma sul tema “Formazione e sviluppo sociale: quale ruolo per l’università?”. In un Paese come il nostro, in cui “globale e locale crescono insieme”, senza essere antitetici o alternativi nel generale processo di globalizzazione, “la crisi del livello intermedio – per il sociologo – è evidente soprattutto nelle istituzioni, che sono la ‘ruota debole’ tra tecnologia, comportamenti e imprese, i tre fattori da cui dipende essenzialmente la globalizzazione”. Se l’università, allora, “si pone come istituzione”, può uscire dalla crisi di tutto ciò che appartiene alla dimensione intermedia tra globale e locale soltanto “entrando con umiltà nella dimensione locale, nella cultura del territorio, senza però pretendere di conoscerne già in partenza le caratteristiche”. Un compito, questo, che per De Rita “spetta soprattutto ai cattolici, che hanno da sempre il ‘polso’ della realtà locale e sanno bene che essa è molto più ricca di quanto si pensi”. Per raggiungere questo obiettivo, ha concluso il sociologo, “bisogna riscoprire l’umiltà come virtù politica: non è più tempo di imperialismo culturale”. Di qui l’apprezzamento per i “Centri di cultura per lo sviluppo” costituiti dall’Università Cattolica, i quali – ha spiegato il rettore, Sergio Zaninelli, vogliono essere “laboratori di ricerca e di riflessione aperti, flessibili e innovativi, per dare una risposta puntuale, specifica, articolata alla domanda formativa che il territorio esprime”.