“Abbiamo un sogno: una nuova Indonesia senza violenza, un Paese di giustizia, libertà, democrazia e benessere per tutti. Per questo ci battiamo. Pregate per noi in questi giorni”. Questo il drammatico appello inviato in e-mail dagli studenti dell’Università Cattolica di Giakarta letto ieri sera dal direttore del settimanale “Tempi” Luigi Amicone alla tavola rotonda “Timor est, una sfida per l’occidente” tenutasi all’Università cattolica di Milano. Dal 23 settembre gli studenti di varie organizzazioni universitarie indonesiane sono scesi in piazza contro la nuova legge di sicurezza, poi sospesa dal presidente Habibie.” “”I nostri nemici”, prosegue il documento, “sono i militari. Loro ci osservano e ci spiano. Due dei nostri amici sono morti, altri sono spariti, crediamo che ci vogliamo uccidere tutti. Domani (oggi 1 ottobre, ndr) ci sarà un’altra manifestazione davanti al Parlamento. Non sappiamo cosa succederà, ma siamo preparati al peggio”.” “Tra le richieste “porre fine al doppio ruolo dei militari che hanno posti sicuri addirittura in Parlamento”, un tribunale “per Suharto, Habibie e Wiranto (attuale ministro della difesa, ndr ) e la loro cricca per l’uccisione di cittadini indonesiani, un’indagine approfondita su tutti i crimini contro l’umanità commessi “anche a Timor Est” e in tante regioni dell’Indonesia. Gli universitari chiedono anche che si ponga fine “alla svendita delle ricchezze nazionali, alla corruzione, alla collusione e al nepotismo”. “In questi giorni”, continua il messaggio “si costituisce il nuovo Parlamento eletto in giugno. Saremo vigili perché vogliamo che questa assemblea lavori per la vera democratizzazione del Paese. Non vogliamo Habibie e Wiranto come prossimo presidente e vicepresidente. Chiunque sarà eletto sappia che se andrà contro il popolo, riprenderemo la nostra battaglia”.” “” “