OBIEZIONE DI COSCIENZA: “SERVIZIO CIVILE SOLO MASCHILE È AL CAPOLINEA?”

E’ questa la preoccupazione espressa da Ivan Nissoli segretario della Co.Lomba, la consulta che riunisce le associazioni lombarde che impiegano obiettori di coscienza. “La legge 230 sulla riforma del servizio civile, approvata ormai un anno fa”, spiega Nissoli che è anche responsabile anche dell’ufficio pace della Caritas Ambrosiana, “non ha ancora trovato attuazione. Mentre il Ministero della Difesa si è svincolato dalla gestione degli obiettori, l’Ufficio nazionale del servizio civile di fatto non gli è ancora subentrato. Con l’approvazione di un disegno di legge per l’abolizione della leva obbligatoria, si espone il servizio civile e l’obiezione ad una possibile cancellazione del nostro ordinamento”. “L’insufficienza dei fondi stanziati dal Governo, – conferma il vicepresidente di Co.Lomba Claudio Di Blasi – ha già portato ad accumulare forti ritardi nel pagamento degli obiettori in servizio e a rinviare le due precettazioni di settembre”. “Ogni anno”, sottolinea “gli obiettori impiegati negli enti locali fanno risparmiare allo Stato circa mille miliardi di lire.” Secondo Nissoli “il disegno di legge per l’abolizione del servizio di leva ha fatto passare in secondo piano il servizio civile ed ora il rischio è che non se ne parli più”. Per questo “chiediamo che il Governo si impegni a non accantonare l’esperienza del servizio civile ed ampliare anche alle donne la possibilità di vivere questa esperienza.” “Un tabù infranto a metà” così Diego Cipriani, presidente della consulta nazionale enti per il servizio civile, commenta l’approvazione della legge che consente l’accesso volontario delle donne nelle Forze armate. “Avremmo preferito – ha dichiarato – che accanto, e non dopo, all’ingresso delle donne in caserma il Parlamento avesse previsto anche quello delle donne nel servizio civile”. “Un vero e proprio caso di strabismo in cui non valgono le pari opportunità”.