CHIESA IN EUROPA: MONS. GIORDANO, I PRETI “SENTINELLE NELLA NOTTE”

“Un’Europa multietnica e multireligiosa: impegni per la Chiesa ed i presbiteri”, questo il titolo della riflessione presentata questa mattina a Roma alla Commissione presbiterale (Commissione che rappresenta tutti i preti italiani) alla vigilia della Seconda Assemblea Speciale per l’Europa del Sinodo dei Vescovi (1-23 ottobre) da mons. Aldo Giordano, segretario generale del Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee). “Che cosa sarà l’Europa nel 2020? Quale sarà il suo ruolo?” in un continente dove “la riduzione dello spazio” legata alla velocità delle comunicazioni impedisce “di vedere il volto dell’altro” e ripropone la questione “di come realizzare una convivenza” capace d’integrazione tra le diversità. Dal disordinato “pluralismo delle offerte”, deriva la crisi da cui nasce probabilmente, secondo mons. Giordano, “il ritorno del sacro” come tentativo di “superare il nichilismo”. Ma, “Non siamo soli!”: questa grande notizia del Vangelo è, ad avviso di Giordano, la risposta. Occorre “ripartire da quella cattedra inattesa e scandalosa che è il Dio crocifisso (…) il cristianesimo ha nel suo cuore una morte di Dio, una notte che è andata al di là di ogni proclamazione culturale del nulla”. Nella Croce è la risposta a tutti i perché dell’uomo e “la prima responsabilità della Chiesa è quella dell’autoevangelizzarsi per rispondere alle sfide d’oggi” perché “sulle orme di Cristo” possa trovare all’interno di se stessa i rimedi e le soluzioni alla crisi europea”. Compito dei “preti, come sentinelle nella notte” è quello “di vedere e indicare i passi di Dio nella storia” per “mettere in luce il nuovo che esiste già, il Dio che sta camminando con noi ed è all’opera”.