“Dopo tanti anni di attesa tiriamo un sospiro di sollievo ma il cammino è ancora lungo”. Così don Elia Ferro, direttore dell’Ufficio per la pastorale degli emigrati italiani della Fondazione Cei Migrantes, commenta l’approvazione definitiva, da parte del Senato, della legge costituzionale per il voto degli italiani all’estero. “Negli ultimi giorni – racconta don Elia Ferro – avevamo temuto che anche questa volta non si riuscisse ad arrivare all’approvazione perché il clima si era un po’ avvelenato. Ma non si può condizionare il riconoscimento un diritto, quale quello di voto, agli equilibri politici del momento. Sono contento perciò che sia stata finalmente riconosciuta, anche agli italiani che vivono all’estero, la possibilità di esprimersi, di portare avanti le proprie idee con i propri rappresentanti in Parlamento”.” “L’esponente della Fondazione Migrantes non nasconde che il cammino per l’effettivo esercizio di voto degli italiani che vivono all’estero è ancora lungo: “Ora – spiega don Ferro – è necessario approvare un’altra legge che stabilisca quanti deputati e senatori eleggere nella ‘circoscrizione estero’ e una legge applicativa”. Attualmente, informa don Ferro, non si conosce la cifra esatta dei nostri connazionali con passaporto italiano che vivono all’estero: “All’anagrafe degli italiani residenti all’estero sono iscritti in due milioni e mezzo. Alle anagrafi consolari risultano tre milioni e mezzo. Ma potrebbero essere anche quattro milioni”.” “